Pulizia della canna fumaria a Roma: ogni quanto si fa
Dipende da quanto e da cosa bruci, e non da una regola uguale per tutti: una stufa a pellet accesa tutti i giorni sporca in modo diverso da un camino a legna usato la domenica. Qui trovi il calendario per il tuo caso, i segnali da guardare e cosa ti resta dopo l’intervento.

Ogni quanto, in base a come la usi
Il criterio non è il mese sul calendario: è quanto hai bruciato. Trova la riga che somiglia a casa tua.
- Pellet, tutti i giorni Stufa accesa da novembre ad aprile: la pulizia si fa una volta a stagione, e il momento giusto è prima di accendere, non a gennaio quando il condotto è già carico.
- Pellet, solo la sera Accensioni brevi ma tante: sempre una volta a stagione. Le accensioni frequenti sporcano più di quanto si creda, perché la fase di avvio è quella che deposita di più.
- Legna, uso regolare La legna deposita molto più del pellet: qui si ragiona su due interventi, uno prima della stagione e uno a metà, soprattutto se la legna non è perfettamente secca.
- Camino aperto È il caso che sporca di più in assoluto, e anche quello dove il deposito è più pericoloso: si guarda più spesso, e si guarda prima di ogni stagione.
- Casa appena comprata Non sai cosa c’è dentro né da quanto: si fa una verifica prima di accendere la prima volta, e da lì parte il tuo calendario.
Sopra queste indicazioni ci sono le regole: la manutenzione dei sistemi fumari è disciplinata, e la periodicità minima dipende anche dal tipo di impianto. Quando ci chiami la verifichiamo sul testo vigente insieme a te, invece di scrivere qui un numero che fra un anno può non valere più.
Cosa si vede quando è ora
Il condotto non avvisa, ma la stufa sì. Sono quattro cose che vedi senza salire sul tetto, e che quasi nessuno collega alla canna fumaria.
- • Il vetro si sporca prima. Se prima resistevi una settimana e adesso dopo due sere non vedi più la fiamma, il tiraggio è calato.
- • La fiamma cambia. Da vivace e chiara diventa pigra e arancione: sta bruciando con meno aria di quella che le serve.
- • Senti odore quando si spegne. A stufa spenta il condotto raffredda e, se è carico, l’odore rientra in casa.
- • Consumi di più a parità di tutto. Stesso pellet, stesse ore, più sacchi: la combustione sta peggiorando.

Perché si fa davvero
Tre ragioni, in ordine di quanto ti toccano il portafoglio e la sicurezza. La terza la diciamo una volta sola e senza girarci intorno.
- Il tiraggio un condotto carico tira meno, la combustione peggiora e l’apparecchio lavora peggio anche se è nuovo.
- I consumi una stufa che tira male consuma di più per darti lo stesso calore: la pulizia si ripaga da sola in una stagione.
- Il rischio il deposito è combustibile. Quando è molto, può prendere fuoco dentro il condotto. Lo diciamo una volta e senza allarmismo: è il motivo per cui questa manutenzione non è facoltativa.
Come lavoriamo a casa tua
La pulizia sporca, e chi dice il contrario non l’ha mai fatta: la differenza è quanto sporca resta a te quando andiamo via.
- 1Si protegge prima di aprire Teli sul pavimento e intorno alla stufa. Il grosso della fuliggine si raccoglie in aspirazione, non con la scopa.
- 2Si lavora dal tetto e dal basso Il condotto si spazzola per tutta la sua lunghezza: dal basso si arriva solo dove si arriva, e la parte alta è quella che si carica di più.
- 3Si guarda anche il resto Comignolo, raccordi e stato del condotto: se c’è qualcosa che non va lo vedi anche tu, prima che lo richiudiamo.
- 4Si porta via tutto La fuliggine esce da casa tua con noi. Quello che resta è la stufa pulita e il pavimento come prima.

Cosa cambia rispetto alla legna
Sporca meno, ma non sporca zero, e c’è una differenza che conviene sapere.
- • Il pellet deposita meno creosoto della legna, quindi il rischio è minore. Ma deposita cenere volatile, che si accumula nei raccordi e li stringe.
- • La classe del pellet conta: più ceneri vuol dire più deposito, e si vede dopo due stagioni.
- • La pulizia del braciere che fai tu non sostituisce quella del condotto: sono due cose diverse, e la seconda non si fa da soli.
Le domande sulla canna fumaria
Sono quelle che ci fanno a ottobre, quando si accende la prima volta.
La manutenzione dei sistemi fumari è disciplinata e la periodicità minima dipende dal tipo di impianto e dal combustibile. Non scriviamo qui un numero: lo verifichiamo sul testo vigente quando ci chiami, perché una cifra copiata da un sito vecchio non ti mette a posto con nessuno.
Puoi togliere quello che raggiungi, e non è tutto il condotto. Il problema è che la parte più carica sta in alto, e la verifica dello stato non la fai guardando dal basso.
Sì, un documento dell’intervento con cosa è stato fatto e in che stato abbiamo trovato il condotto. Serve a te, e serve se un giorno qualcuno te lo chiede.
Sì, non solo pellet: la keyword dice canna fumaria e il lavoro è lo stesso mestiere. Dicci cosa hai quando chiami, perché cambia il tempo e cosa serve.
Dipende dal percorso dei fumi e da come si arriva al comignolo: un tetto piano e uno spiovente a tre piani non sono la stessa cosa. Te lo diciamo prima, dopo aver capito com’è fatta la tua.
Dicci cosa hai e da quanto non la pulisci
Che apparecchio, che tipo di tetto e quando è stata fatta l’ultima volta: ti rispondiamo con il tempo che serve e con il prezzo.
Se preferisci parlarne a voce, il telefono è quello qui sotto: risponde l’agenzia, non un risponditore.
Telefono 06 9480 2308 Email info@pellet.roma.itLe altre pagine che ti servono
Tre cose che stanno intorno alla manutenzione.