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Pellet Roma Pellet consegnato a casa
La domanda più frequente

Pellet faggio o abete: quale scegliere per la tua stufa

Risposta onesta: non c’è un vincitore. Dentro la stessa classe sono tutti e due pellet buoni, e cambia come si comportano: il faggio tiene la brace più a lungo, l’abete si accende prima. Quale conviene a te dipende da quante ore tieni accesa la stufa, e in due domande te lo diciamo.

Due mucchi di pellet affiancati su un tavolo di legno, uno piu' scuro e uno piu' chiaro, visti dall'alto
Due tipi a confronto. Nella realtà la differenza di colore è molto meno netta di così: non si riconoscono a occhio, si riconoscono da quello che c’è scritto sul sacco.
La scelta

Il verdetto, in due domande

Non serve sapere niente di legno: bastano due cose, quante ore tieni accesa la stufa e com’è fatta. Trova la riga che ti somiglia.

  • Tieni la stufa accesa tutto il giorno Faggio È più denso: la brace tiene e la stufa lavora più tranquilla, senza ripartire di continuo.
  • La accendi la sera, per due o tre ore Abete Parte prima e scalda subito: con accensioni brevi paghi meno attesa e consumi meno nella fase di avvio.
  • Hai una stufa piccola, con il braciere stretto Abete Lascia un po’ meno cenere, quindi il braciere si intasa più tardi e lo pulisci meno spesso.
  • Non lo sai, o è la prima stagione Abete È il più diffuso e il più facile da trovare. Se non ti convince, il faggio è il passo dopo, e lo capisci in mezza stagione.

Sono indicazioni, non regole: la stufa vera decide, e il libretto del tuo apparecchio può consigliare un tipo preciso. Se ce l’hai sottomano quando chiami, in un minuto ti diciamo qual è il tuo.

Le differenze

Cosa cambia davvero

Quattro righe, e sono tutte di comportamento: nessuna delle due è un pellet migliore dell’altro, si comportano in modo diverso nel braciere.

Cosa cambia
Faggio
Abete
Come si accende
Ci mette un momento in più.
Parte prima, con la fiamma più viva.
Come brucia
Più denso: la brace tiene e la stufa lavora tranquilla.
Più leggero: scalda subito e si consuma un po’ prima.
La cenere
Un po’ di più nel braciere, quindi lo pulisci più spesso.
Un po’ di meno.
Il prezzo
Di solito costa qualcosa in più.
Di solito costa qualcosa in meno, ed è il più diffuso.
Il punto fermo

Cosa non cambia: la classe

È la cosa che quasi nessuno dice, ed è quella che conta di più nella scelta.

  • A1 vuol dire ceneri fino allo 0,7 per cento sulla sostanza secca, ed è la stessa soglia per il faggio e per l’abete.
  • La norma è la UNI EN ISO 17225-2, e non fa distinzione di essenza: guarda quello che resta dopo la combustione.
  • Quindi «il faggio è più pulito» non è vero in quel senso: la pulizia la decide la classe, non l’albero.
Una manciata di cilindretti di pellet in una mano aperta, con i tagli netti e la fibra del legno in evidenza
I tagli netti e la fibra visibile: un pellet fatto bene si riconosce da questo, prima che dal tipo di legno.
Quello che conta di più

Tre cose più importanti del tipo di legno

Se devi scegliere dove mettere attenzione, mettila qui: un abete di classe A1 tenuto all’asciutto batte un faggio di classe più bassa preso all’offerta, sempre.

  • • La classe scritta sul sacco. Se non c’è scritta, non sai cosa stai comprando, e non è un dettaglio.
  • • Quanta polvere trovi sul fondo. Molta polvere e molti cilindretti spezzati vogliono dire un pellet che si sbriciola: ti sporca il braciere.
  • • Come lo tieni in casa. Il pellet teme l’umidità: un sacco lasciato in un garage umido cambia comportamento anche se la classe è giusta.
Il fondo di un sacco aperto con i cilindretti di pellet e uno strato di polvere fine sotto di essi
Il fondo del sacco dice più dell’etichetta: se è pieno di polvere e di pezzi rotti, quel pellet ti formerà incrostazioni.
Il misto

Si possono mischiare?

Sì, e non è un trucco per risparmiare: il misto è un prodotto a sé, fatto in impianto con una miscela dichiarata.

  • • Il misto nasce già miscelato dal produttore e ha la sua classe stampata sul sacco, come gli altri.
  • • Mescolare due sacchi diversi nel serbatoio non fa danno, ma non ti dà nessun vantaggio: la stufa si regola su quello che trova, e cambiando in continuazione non si assesta mai.
  • • Se vuoi provare l’altro tipo, finisci un sacco e comincia il successivo: così capisci davvero se cambia qualcosa per te.
Le domande

Le domande su faggio e abete

Sono quelle che ci fanno al telefono quando devono ordinare la prima volta.

Qual è il migliore fra i due?

Nessuno dei due. Dentro la classe A1 stanno tutti e due sotto lo 0,7 per cento di ceneri: cambia come si comportano, non quanto valgono.

Il faggio fa meno cenere?

È il contrario di quello che si sente dire in giro: il faggio ne lascia di solito un po’ di più. Ma la quantità di cenere la decide soprattutto la classe del pellet, non l’essenza.

Come faccio a sapere che tipo sto usando adesso?

Sta scritto sul sacco, insieme alla classe. Se hai buttato il sacco e non ricordi la marca, portacene una manciata o mandaci una foto: si capisce.

Costa molto di più il faggio?

Di solito qualcosa in più, ma la differenza cambia con la stagione e con il produttore. Le cifre aggiornate stanno nella pagina del prezzo, con la data della rilevazione.

Posso cambiare tipo a metà stagione?

Sì, la stufa non si rovina. Finisci il sacco che hai aperto e comincia l’altro: così capisci se per te cambia qualcosa.

Il preventivo

Dicci che stufa hai, e ti diciamo quale prendere

Bastano il modello della stufa e quante ore la tieni accesa: ti rispondiamo con il tipo e con il prezzo del giorno.

Se preferisci parlarne a voce, il telefono è quello qui sotto: risponde l’agenzia, non un risponditore.

Telefono 06 9480 2308 Email info@pellet.roma.it