Roma e Città metropolitana
Pellet Roma Pellet consegnato a casa
La classe

Il pellet certificato ENplus A1, e come si legge il sacco

ENplus A1 vuol dire una cosa precisa e misurabile: ceneri sotto lo 0,7 per cento sulla sostanza secca, secondo la norma UNI EN ISO 17225-2. Il pellet che ti consegniamo è quello, e qui sotto ti diciamo come verificarlo da solo, sul sacco che hai in mano.

L'angolo di un sacco trasparente con i cilindretti di pellet premuti contro la plastica
Il pellet premuto contro la plastica del sacco: cilindretti interi, asciutti e con poca polvere fra loro.
Il sacco

Come si legge il sacco, pezzo per pezzo

Sul sacco c’è scritto tutto quello che serve, e quasi nessuno lo legge. Sono sei cose, e in dieci secondi ti dicono cosa stai comprando.

  • 1
    Il marchio ENplus Il logo con la sigla. Da solo non basta e non vuol dire niente: quello che conta è quello che ci sta accanto.
  • 2
    Il codice dell’azienda Una sigla con il paese e un numero: identifica chi ha prodotto quel pellet. È la parte più importante, ed è quella che si verifica.
  • 3
    La classe A1, A2 o B. È la riga che ti dice quanta cenere lascerà nel braciere, e quella che devi guardare per prima.
  • 4
    La norma UNI EN ISO 17225-2: è la norma tecnica che definisce le classi. Se non c’è scritta, quel sacco non ti sta dicendo niente di verificabile.
  • 5
    Il peso In chili, di solito 15. Serve anche a te per fare il conto di quanti sacchi ti servono a stagione.
  • 6
    L’apparecchio A che tipo di apparecchio è destinato. Un pellet di classe industriale in una stufa di casa non ci va, anche se costa meno.

Lo schema qui sopra è disegnato da noi apposta: non riproduciamo il marchio ENplus e non pubblichiamo la foto di un sacco di marca, perché la certificazione è di chi produce e il suo marchio è suo.

Le classi

A1, A2 e B: cosa cambia

La differenza è una sola, ed è misurabile: quanta cenere resta dopo la combustione, sulla sostanza secca.

Classe
Ceneri massime
A cosa serve
A1
0,7 per cento
Le stufe e le caldaie di casa. È la classe che ti portiamo.
A2
1,2 per cento
Resta buon pellet, ma lascia più residuo nel braciere e lo pulisci più spesso.
B
2 per cento
Pensato per gli impianti industriali. Nella stufa del salotto non ci va.

Le soglie vengono dalla norma UNI EN ISO 17225-2, in vigore in questa forma dal 1° agosto 2015. Non cambiano con il tipo di legno: valgono uguali per il faggio, per l’abete e per il misto.

Il limite

Cosa non dice il marchio

È la parte che nessuno scrive, e senza la quale la certificazione sembra una garanzia totale. Non lo è, ed è giusto saperlo.

  • • Non dice di che legno è. Un A1 può essere faggio, abete o misto: la classe guarda le ceneri, non l’albero.
  • • Non dice come è stato tenuto. Un sacco certificato lasciato sei mesi in un garage umido si comporta peggio di un A2 asciutto.
  • • Non dice che è italiano. È una certificazione europea, e il pellet viaggia.
  • • Non è un voto sul fornitore. Certifica chi produce, non chi te lo porta a casa: quello lo giudichi tu, da come ti risponde al telefono.
Un mucchietto di pellet versato su un piano, circondato da uno strato di polvere fine
Quello che il marchio non ti dice lo dice il fondo del sacco: la polvere e i cilindretti spezzati si vedono a occhio.
La verifica

Come si verifica il codice del produttore

È una cosa che puoi fare da solo, e ci vuole un minuto: per questo il codice è la parte più utile di tutta l’etichetta.

  • Guarda il codice stampato accanto al marchio: e’ formato da una sigla di paese e da un numero.
  • Confronta quel codice con l’elenco pubblico dei produttori certificati, che l’ente della certificazione tiene aggiornato.
  • Se non c’è il codice, o non corrisponde a nessuno, quel sacco non è quello che dice di essere.
Alcuni cilindretti di pellet tenuti sul palmo di una mano, con le facce tagliate in evidenza
I cilindretti interi e con le facce tagliate nette: il secondo controllo, quello che fai con le mani.
Il nostro

Il pellet che ti consegniamo

Detto in chiaro, con quello che possiamo dire e quello che non possiamo.

  • • Quello che forniamo è certificato ENplus A1, e il codice del produttore lo trovi stampato sul sacco.
  • • Non siamo noi i certificati: la certificazione è di chi produce il pellet, e il suo marchio non lo esibiamo come nostro.
  • • Quando ordini ti diciamo quale marca stiamo caricando, così il codice lo puoi verificare prima ancora che arrivi.
  • • Se un giorno cambiamo produttore te lo diciamo: quello che non facciamo è farti trovare un sacco diverso senza avvisarti.
Le domande

Le domande sulla certificazione

Sono quelle di chi ha letto ENplus su due prodotti che costano il doppio uno dell’altro.

ENplus e DINplus sono la stessa cosa?

Sono due certificazioni diverse con requisiti simili sulle ceneri. Nessuna delle due è automaticamente migliore: quello che conta è che sul sacco ci sia scritta la classe e il codice di chi produce.

Un pellet senza certificazione è da buttare?

Non per forza, ma stai comprando senza sapere cosa. La certificazione non è una garanzia totale: è l’unica cosa verificabile che hai, e senza quella resti al passaparola.

Perché due sacchi A1 costano diverso?

Perché la classe fissa un limite sulle ceneri, non tutto il resto: il legno usato, la lavorazione, il trasporto e la quantità di polvere nel sacco cambiano, e si vedono nel prezzo.

Il vostro codice qual è?

Non abbiamo un codice nostro, e diffida di chi te ne dà uno: il codice è dell’azienda che produce. Il nostro lavoro è portarti pellet di quella classe e dirti da chi viene.

Come faccio a capirlo senza leggere niente?

Apri il sacco e guarda: cilindretti interi con i tagli netti, poca polvere sul fondo, odore di legno. Non sostituisce l’etichetta, ma un pellet scadente lo riconosci così in due secondi.

Il preventivo

Vuoi sapere che pellet stiamo caricando adesso?

Chiedicelo: ti diciamo marca, classe e codice del produttore prima che tu ordini, non dopo.

Se preferisci parlarne a voce, il telefono è quello qui sotto: risponde l’agenzia, non un risponditore.

Telefono 06 9480 2308 Email info@pellet.roma.it